Il mercato ha ormai raggiunto nuove e mirabolanti frontiere. Il denaro come sempre può aprire ogni porta e, se aprire le gambe di una donna a prezzo contenuto non è una novità, oggi spalanca anche l’utero. La donna ormai è un loft. Se ne vende il calore, se ne vende la bellezza, ed ora se ne vende anche la maternità. Ci sono diverse terminologie a confronto: gestazione di sostegno, maternità surrogata e utero in affitto. La prima è quella politically correct, la terza è quella che vorrebbe essere più cruda, la seconda è una via di mezzo; la sostanza è che il consumismo è riuscito ad appropriarsi anche del più grande privilegio femminile (ospitare una nuova vita nel proprio corpo e sentirlo crescere passo passo), con il sostegno delle sinistre (non erano i nemici del consumismo?).
Il femminismo che voleva valorizzare la donna, metterla sullo stesso piano dell’uomo, è riuscito in quello in cui il maschilismo non si sognava neppure: la donna è diventata cruda merce priva di identità. Il femminismo ha realmente valorizzato la donna, ma nel senso che le si può attribuire un valore in denaro: non è qualcosa di così prezioso da essere inarrivabile. Per intenderci, una donna vale meno di un quadro di Picasso o di Cezanne! Puoi comprare il suo corpo, puoi comprare la maternità, puoi comprare i suoi figli: la carne della sua carne e il sangue del suo sangue (anche se non sempre il DNA del suo DNA). Basta il giusto prezzo, troverai donne così spogliate del loro orgoglio e del senso di maternità, che saranno disponibili a rinunciare alla creatura che hanno portato in grembo per nove mesi, hanno nutrito e curato. In fondo, la maternità è solo una caratteristica di un corpo con un utero e due ovaie, la persona in tutto questo non c’entra. Il corpo è una macchina e in quanto tale va trattato: una macchina di produzione di bambini. (Ehi, ma non era anche questo che il femminismo combatteva? L'usare la donna come partoriente?)
Un oggetto di siffatte caratteristiche quanto può costare? Cinquemila euro? Diecimila? Quanto vale, ai suoi stessi occhi, una donna? Ventimila euro? E il figlio in vendita, quanto vale? Venticinquemila euro? Meglio i dollari? Qual è la valuta più vantaggiosa nella compravendita di una persona?
Signori, fatevi avanti: l’asta è aperta, la donna è in vendita, chi offre di più?